Project Description

Raffaello Celommi (Firenze 1881 – Roseto degli Abruzzi 1957), Il suono della conchiglia

Olio su tela di cm 34 x 54 firmato (Raff Celommi) in basso a sinistra.

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Figlio d’arte – il padre fu il grande Pasquale Celommi – Raffaello mostrò presto di essere degno erede dell’arte paterna e, dopo la formazione accanto al genitore si iscrisse, all’età di vent’anni, all’Accademia di Belle Arti di Roma, che frequentò con grande profitto. Al suo ritorno a Roseto trovò un nuovo studio, fatto costruire dal padre in un’invidiabile posizione nei pressi della costa. In questo “castelletto”, come la costruzione veniva comunemente chiamata per la sua architettura in stile medievale, i due artisti operavano l’uno al primo piano e l’altro al piano terra. Il luogo era frequentato anche da Francesco Paolo Michetti, il quale apprezzò subito il talento di Raffaello e lo seguì nell’evoluzione del suo percorso artistico.

I temi dell’arte di Raffaello sono legati agli elementi fondamentali della sua esistenza, il mare, le colline, i pescatori, che divenivano soggetti vivi del suo mondo artistico, così come era stato per il padre Pasquale. Quando quest’ultimo morì, dopo un periodo di inattività, egli tornò a dipingere e, poggiata una tela vergine sul cavalletto che era stato sempre utilizzato dal padre, diede inizio alla seconda fase della sua vita artistica, dimostrandosi grande prosecutore della dinastia artistica dei Celommi, proseguita, in anni più recenti, con l’attività di Luigi Celommi.

L’opera qui presentata mostra tutta la vena lirica raggiunta dalle marine di Pasquale Celommi, soggetti prediletti dalla sua tavolozza, qui impreziosita dalla presenza di due bimbi adagiati sulla battigia e attratti dalla conchiglia, appena pescata dal fondale marino, e dal suo magico suono. I morbidi passaggi cromatici chiaroscurali e le delicate trasparenze della luce solare riflessa sulla superficie appena increspata del mare confermano il giudizio del critico Dino Satolli: “Pasquale conservò nelle sue tele la luce ed i motivi cari al padre, acquistando anche qualcosa in morbidezza, forse a scapito di un’autonomia o, se si vuole, di una contestazione che allora sarebbe apparsa sterilmente polemica”.
I suoi dipinti sono connessi strettamente ai motivi legati alle tradizioni della gente d’Abruzzo, al mondo dei contadini e dei pescatori; Pasquale fu capace di affinare progressivamente la sua tecnica attraverso la quale riusciva a ricreare suggestive scenografie. Tre importanti dipinti di Raffaello Celommi sono conservati nel Museo civico di Teramo, altre opere si trovano nella Civica Raccolta d’Arte di Roseto e in una galleria di Chicago.