Project Description

Giuseppe Ar (Lucera 1898 – Napoli 1956), Il castello di Lucera

Olio su tavola di cm 28 x 63 firmato (G. Ar) e datato (1929) in basso a sinistra.

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Il castello di Lucera è il protagonista di questo dipinto di Giuseppe Ar, pittore della luce che nel corso della sua vita mai si distaccò dal borgo pugliese che gli ha dato i natali. Questa piccola tavola è un omaggio ad uno dei luoghi più rappresentativi di Lucera, colto nella luce calda del meriggio dauno, accentuata dai profili delle ombre disegnate dai torrioni angolari della fortezza.

Il castello sorge sul monte Albano (m. 250), che domina la vasta pianura del Tavoliere, tra il capoluogo e i monti dell’Appennino. Si erge sulla primitiva Rocca diomedea e susseguentemente Acropoli latina, in un sito antichissimo, occupato sin dal neolitico da capanne pastorali, abitato successivamente da popolazioni di dauni e sanniti, ed in epoca latina baluardo della Luceria romana. Qui nel 1233, Federico II, fece costruire il suo maestoso Palatium, in una posizione tale da assicurare una buona difesa. Il palazzo sorse sulle fondamenta di una diroccata Cattedrale romanica e dal punto di vista architettonico si presentava come un maestoso torrione con una base quadrangolare (ancora visibile), a tre piani, con la parte esterna al cortile e la parte interna del terzo piano dalla forma ottagonale: queste caratteristiche fanno intravedere analogie con quelle di Castel del Monte. I tre piani contenevano 32 vani che ospitavano la corte e gli appartamenti imperiali. Nei sotterranei erano site le camerate per le guarnigioni.

Giuseppe Ar

Giuseppe Ar nasce a Lucera nel 1898 da una famiglia di umili origini e nelle ore di libertà si avvia molto presto agli studi della tecnica pittorica, dimostrando chiaro talento artistico. Semplice e taciturno, dal carattere mite, trasfonde nei suoi primi quadri, dai toni delicati e poetici, una personalità di artista di provincia ancora alla ricerca di se stesso. Trasferitosi a Roma dal 1925 al 1928, esprime con più maturità la sua vena artistica con lo studio del disegno e della prospettiva presso lo studio di Antonio Mancini. Arrivano i primi successi e le prime mostre: la sua prima personale romana è visitata anche dal re Vittorio Emanuele III. Nel 1931, appena due anni dopo la data di esecuzione del dipinto qui presentato, espone alla I Quadriennale nazionale d’arte di Roma.