Giovanni Granata valore bronzo e terracotta

Giovanni Granata

(Sulmona 1875 – Roma 1947)

valutazione, vendita e acquisto sculture

Parametri di valutazione delle sculture di Giovanni Granata

Giovanni Granata valore sculture in bronzo e terracotta

Aggiudicazione record:
Non esistono risultati ufficiali di vendite ma opere importanti potrebbero superare i 5.000 euro

Giovanni Granata valore di bronzi e terrecotte

Valori per le sculture di dimensione media:
1.000 – 2.000 euro 

Giovanni Granata valore bronzo e terracotta

Valori medi per opere minori:
500 – 1.000 euro 

Biografia di Granata Giovanni ( Sulmona 1875 – Roma 1947 ). Granata inizia il suo apprendistato nella bottega di Costantino Barbella, affermato scultore abruzzese, che gli insegna l’arte di modellare la terracotta e fondere il bronzo. Espone per la prima volta alla LXX Mostra della Società degli amatori e cultori di belle arti, nel 1900 la scultura Mestizia, l’opera ritrae una donna seduta con le mani in grembo.
In questi anni si trasferisce a Roma dove lavora nello studio di Barbella e continua ad esporre alle mostre romane per quasi un trentennio: Società degli amatori e cultori: nel 1903 con La Fionda, nel 1904 con Il primo amore, nel 1907 con Sirene, nel 1908 con Dardo d’amore, nel 1913 con Testa di vecchio, nel 1914 con Pastore abruzzese (acquistato dal Comune di Roma nel 1914), nel 1915 Narcisa, nel 1916 espose Gattina e Testa di donna, acquistate rispettivamente dal ministero della Pubblica Istruzione e dal Comune di Roma. Edera e Sorelline sono le due sculture che il G. propose alla mostra della società romana del 1918; mentre nel 1919 è presente con Sogni e Sorgente e nel 1920 con Amazzone, che ripropone nel 1922, e nel 1928.
In queste sculture dimostra di allontanarsi dal naturalismo del suo maestro e si coglie una sensibilità secessionista.
Altre rassegne d’arte che vanno menzionate sono, nel 1907 la partecipazione al concorso per la decorazione scultorea del monumento a Vittorio Emanuele II, nel 1909 la partecipazione con tre opere, Fonte di vita, Dardo d’amore, Nostalgia e Visione, alla sezione Lazio della I Esposizione nazionale di belle arti di Rimini, e infine nel 1911, a Roma, l’Esposizione artistica degli indipendenti dove porta le opere Fonte di vita, Edera e La sorgente.
Granata è anche autore di monumenti con destinazione celebrativa e funeraria: il Monumento ai caduti di Sulmona ( 1922 ), e la cappella Mazara nel cimitero di Sulmona e al Verano di Roma la tomba di famiglia (Vicario).

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