Project Description

Mimmo Rotella (Catanzaro 1918 – Milano 2006), Il languore di Marylin oAmami

Decollage strappato di cm 97 x 67 firmato in basso al centro e datato (2004) sul retro, con autentica rilasciata dalla Fondazione Mimmo Rotella.

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Negli anni Sessanta del boom economico e del cinema a colori, della pubblicità di massa e della vita da star, Mimmo Rotella si inserisce nel panorama artistico con le sue famose opere chiamate “décollages”, risultato di strappi di locandine e manifesti di film e spettacoli.

Come in un collage si intersecano pezzi di carta differenti per formare nuove composizioni, anche nei décollages avviene la stessa procedura, ma con una differenza sostanziale: la forma non è sempre armonica, sempre ben studiata e complementare. Spesso infatti si sovrappongono come in un corto circuito diverse locandine e contesti dell’epoca, ma con l’obiettivo di costruire un inedito immaginario a colori, testimonianze frammentate di un’epoca che ha fatto la storia.

Rotella ebbe, in particolare, una passione particolare per Marilyn Monroe, la diva statunitense idolatrata anche dal pioniere della Pop Art internazionale, Andy Warhol. Una passione che attraversa l’intera produzione del maestro calabrese, come dimostra l’opera qui presentata del 2004, in cui il volto dell’attrice si lega indissolubilmente al nome di Rotella, riportato da un lacerto della locandina di una personale dell’artista, giustapposto nel registro inferiore del collage, a sancire la sua viscerale devozione laica per Marylin.

Mimmo Rotella

L’opera si colloca in un periodo dell’ultima fase del maestro calabrese, costellata di successi: nel 2004, vengono infatti organizzate numerose mostre personali, tra cui l’antologica “Mimmo Rotella 1949-2004”, “Mimmo Rotella. Vanity Fair”, “Mimmo Rotella. Artypo” e “Mimmo Rotella. Le cirque”. Sempre nel 2004 è invitato a diverse collettive, fra cui “Hollywood to the Street: From the Poster to Graffiti” e “Autobiografia di una galleria. Lo Studio Marconi 1965/1992”, riceve la Laurea honoris causa dalla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria e, a settembre, alla “61a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia”, è il protagonista del documentario “L’ora della lucertola”, diretto da Mimmo Calopresti. Infine, in autunno, nell’ambito delle manifestazioni per “GeNova04 Capitale Europea della cultura”, espone alle collettive “Arti & Architettura 1900/2000”, a cura di Germano Celant.