Project Description

Johann Jakob Fink (Schwarzenberg 1821 – Roma 1846), La mattina di Pasqua Noli me tangere

Olio su tavola di cm 76 x 48 firmato (I. FINK) e datato (1846) in basso a sinistra

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Esposizioni: Quadreria. Dipinti ed acquerelli dal XVIII al XX secolo, catalogo a cura di Serenella Rolfi e Chiara Stefani, Galleria Carlo Virgilio & C., Roma, novembre – dicembre 1999
Il soggetto rappresentato nel dipinto qui presentato è conosciuto col titolo latino, Noli me tangere. L’episodio è tratto dal vangelo di Giovanni (20: 1-8), che ci racconta di ciò che avvenne la mattina di Pasqua, quando Maria di Magdala andò al sepolcro di Gesù. Non trovando il corpo di Cristo, la Maddalena cominciò a piangere, dicendo, “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno messo”. Detto questo, si voltò indietro e vide che Gesù, stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Pensò, infatti, che fosse il custode del giardino. Poi Gesù le si rivelò chiamandola per nome. Subito la Maddalena si voltò verso di lui, ma Gesù le disse, “Lasciami, perché io non sono ancora tornato al Padre. Va’ e di’ ai miei fratelli che io torno al Padre mio e vostro, al Dio mio e vostro”.
Nel dipinto qui presentato, opera del pittore austriaco preraffaellita Johann Jacob Fink, Maria di Magdala ha le braccia spalancate verso la figura di Cristo: è il momento dell’agnizione, del riconoscimento di Gesù, scambiato inizialmente per un semplice giardiniere. Il volto di Maria è rigato dalle lacrime, ai suoi piedi il vasetto di nardo profumato, pronto per imbalsamare il corpo di Gesù: piange, non vuole credere, non può credere alla risurrezione di Cristo. Il Maestro si presenta vestito da giardiniere con la vanga in mano. Lo stesso Vangelo lo indica così, come un giardiniere. E alla Maddalena, piangente, Gesù mostra le piaghe. Mostra le sue piaghe che permangono nella gloria. Il pittore evidenzia un contrasto molto forte: da un lato, l’aspetto di Cristo suggerisce una quotidianità assoluta, è scambiato per un ortolano; dall’altro si fa riconoscere in un segno sconcertante, le ferite aperte di un corpo redivivo.
L’autore fonde l’apparizione del Risorto alla Maddalena, con quella fatta nel Cenacolo ai discepoli riuniti. È nel Cenacolo, si dice nel Vangelo, che Cristo mostra le sue piaghe. La scena, ideata e realizzata da Fink, si completa con l’apertura sul paesaggio retrostante, nel quale si scorgono le figure delle tre Marie approsimarsi al sepolcro di Cristo e il monte Calvario con le tre croci innalzate.

Johann Jacob Fink, riscoperto in occasione di una mostra del 1996 organizzata dal Voralberg Museum di Bregenz (Austria) – museo che ancora oggi conserva il bozzetto e i disegni preparatori del dipinto qui presentato – giunse a Roma nel 1840 entrando in contatto con i pittori Nazareni, i maestri tedeschi e austriaci dell’Ottocento che si ispirarono ai grandi del nostro Rinascimento, recuperandone stilemi, linguaggi e soggetti iconografici. Qui, troverà la morte, giovanissimo, a soli 25 anni, colpito da una serie di attacchi febbrili.