Project Description

Innocenzo Fraccaroli (Castelrotto di Valpolicella 1805 – Milano 1882), Fanciulla in atto di offrire dei fiori

Scultura in marmo di cm 75 x 70 x 37 firmata (Fraccaroli) e datata (1841) in basso a destra

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Esposizioni: Milano (Brera) 1841.
Bibliografia specifica: Ambrosoli 1841, p. 164; Sacchi 1841, p. 115; Malvezzi 1842a, p. 33; Fraccaroli 1883, p. 41; Tedeschi 1997, p. 559.
Fonti documentarie: BCVr, b. 184, Autobiografia, [1880], p. [18] (in Appendice documentaria). BCVr, b. 639, Carteggio fra Rosa e Giuseppe Fraccaroli relativo alle opere di Innocenzo, [1882-1883], 22, 23, 25 (in Appendice documentaria).

Come ha riportato Giulia Mori nella sua tesi di dottorato (“La forma del fatato Achille”. La scultura di Innocenzo Fraccaroli– Università degli studi di Trento, 2015), lo scultore veneto Innocenzo Fraccaroli partecipa all’esposizione di Brera del 1841 con tre opere “che lo qualificano artista distinto”. Come si apprende dalla recensione dell’abate Luigi Malvezzi, restauratore e collezionista milanese, “la prima consiste in una fanciulletta gentile che fa la prima offerta, e questa statuetta va lodata per la finitezza, per la venustà delle forme e per l’ingenuità che spira (Malvezzi 1842a).
La fanciulla in atto di offrire dei fiori fu molto apprezzata anche da Giuseppe Sacchi: “questo lavoro vince ogni lode, colla verità del pensiero, colla soave ingenuità dell’espressione, colla grazia delle forme, l’amabilità delle mosse e la morbidezza delle carni” (1841). Per alcuni tratti, la scultura potrebbe essere identificata con la Bambina seduta con fioriricordata da Innocenzo Fraccaroli nell’autobiografia: “Il nobile sig. c.te Alessandro Passalacqua mi ordinò il ritratto di una sua piccola bambina dell’età di circa cinque anni, l’ho figurata seduta in terra colle mani unite che ripiene di fiori, li offre siccome forrieri dei frutti della sua educazione” (BCVr, b. 184, Autobiografia, [1880]).

Innocenzo Fraccaroli

Della fanciulla con fiori, il nipote Giuseppe Fraccaroli chiede ripetutamente spiegazioni alla figlia dello scultore, Rosa, poiché dopo aver consultato un elenco di opere, a noi non pervenuto, stilato dallo stesso artista, non gli risulta chiara la distinzione tra la scultura di commissione Passalacqua e una analoga statuetta realizzata per la famiglia Buri. Dal carteggio intercorso fra Giuseppe Fraccaroli e la figlia dell’artista Rosa, emerge, infatti, l’esistenza di un ulteriore ritratto di bambina noto come “Innocenza” realizzato per la famiglia Buri. Ad oggi, pertanto, stando alle ricerche condotte da Giulia Mori, nella scultura presentata in questa sede potrebbe essere individuata sia l’opera realizzata per la famiglia Passalacqua che per la famiglia Buri.
Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, avendo come maestro lo scultore Luigi Zandomeneghi, Fraccaroli espone con successo a Roma nel 1833, dopo aver frequentato lo studio di Thorvaldsen, il gesso dell’”Achille Ferito”, la cui versione in marmo sarà esposta nel 1842 all’Accademia di Brera di Milano, dove Fraccaroli proseguirà la sua carriera con opere di soggetto prevalentemente mitologico o allegorico, ma anche storico, come il gruppo di “Atala e Chactas”, ispirato al romanzo di Chateubriand, realizzato nel 1846.