Project Description

Giuseppe Rondello (attivo in Friuli ai primi del ‘900), Saline a Zaule

Olio su tavola di cm 47 x 74 firmato (Rondello) in basso a destra.

INFO: per avere maggiori informazioni

Dopo aver compiuto gli studi umanistici, Giuseppe Rondello, epigono della scuola triestina facente capo a Ugo Flumiani, si accosta da autodidatta alle pratiche artistiche, orientando le proprie preferenze verso la pittura di paesaggio, la ritrattistica e il quadro di genere. Le sue impressionistiche vedute ispirate ai paesaggi lagunari e all’entroterra veneto, più raramente agli scorci urbani di Venezia e Trieste, rese ad olio o all’acquerello, trovano spazio e favore soprattutto in ambito regionale.

Rondello resta, per tutta la durata della sua carriera, legato al paesaggio della sua terra, tradotto in forme di impronta postimpressionista. Appassionato al paesaggio veneto, esegue molti studi dei frequentatissimi luoghi di villeggiatura distribuiti attorno alla Serenissima, come Chioggia, Montebello, Pellestrina, registrandone atmosfere e colori con inusitata delicatezza e lirismo poetico.

Fra i tanti dipinti dedicati al territorio veneto, si ricordano “Giornata di corse”, “Il porto di Trieste”, “Mercato a Venezia”, “A Pellestria”, “Pescatori a Venezia” e “Carrozze a Parigi”.

Giuseppe Rondello

Nel dipinto qui presentato, la tavolozza di Rondello si sofferma su una visione magica ed incantata delle saline della valle di Zaule, area che oggi ospita la zona industriale di Trieste. Il ductus materico, denso, composto da brevi ma decise spatolate di colore, delineano il profilo delle imbarcazioni in primo piano, la cui immagine si riflette nelle acque del torrente Rossandra, e del casolare appena più distante che si staglia sul fondo caratterizzato dal dolce digradare delle colline.

Lo scorcio ripreso da Rondello diventa così esaltazione di un tempo mitico, ormai perduto, spazzato dal progresso e dalla tecnologia che hanno preso il posto di tecniche e commerci che per secoli hanno animato il tessuto sociale e gli scambi economici dei territori amati dal pittore friulano. Abitata sin dall’antichità, infatti, la valle di Zaule è stata per secoli la via per giungere al mare dall’altopiano carsico e teatro di infinite battaglie fra triestini e muggesani che volevano il controllo del sentiero noto infatti anche con il nome di “Via del sale”. Attraverso questa via, passavano i mussolati, cioè le carovane di asini (il termine triestino mus= asino) che da Pesek giungevano a Zaule, dove le granaglie e i minerali venivano scambiati con il sale e con il vino.