Project Description

Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio (Genova 1639 – Roma 1709), Ritratto di donna in veste turchesca

Olio su tela di cm 60 x 44 databile al 1690 circa

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Il pittore genovese Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio, come ricorda il biografo Lione Pascoli, ebbe nei ritratti «singolare maestria, potendosi con ragione annoverare fra i più celebri, ed esperti che sieno stati giammai», per la vastità della sua produzione e il successo ottenuto presso la committenza degli anni maturi del Seicento. Rispetto al cospicuo gruppo di ritratti maschili noti, quelli a soggetto femminile appaiono rari, mostrandosi come episodi di maestria e virtuosismo pittorico. Tra questi si segnalano il magnifico Ritratto di Giulia Massimo come Cleopatra(Genova, coll. Zerbone) e il Ritratto di dama come Cleopatra(Austin, The Bob Jones University, Blanton Museum of Art), con i quali il dipinto qui presentato mostra elementi di tangenza significativi tali che ne confermano l’attribuzione. Simili appaiono i bordi delle vesti ricamate e ingioiellate, l’incarnato di porcellana del bel volto, ottenuto con l’uso della biacca, e l’inquadratura del soggetto con il busto in tralice. Vi si nota inoltre l’espediente dell’impalpabile velo che attraversa il busto della giovane già usato da Gaulli nel Ritratto di Eleonora Boncompagni Borghese (Firenze, Uffizi). Il volto della giovane donna dallo sguardo ammiccante e sensuale emerge dal fondo bruno ed è incorniciato da un turbante di seta rigata che le fa da acconciatura. La luce laterale contribuisce a rafforzarne il fascino misterioso, affidato anche all’abbigliamento all’orientale, quasi un abito teatrale.

Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio

Il ritratto di dama in abiti turcheschi ritrovato ben s’inserirebbe nel gruppo di “Quindici quadri dj palmi tre per alto rappresentanti diversi ritrattj vestiti parte alla persiana, et altri all’Armena […] dj Baciccio”, registrati nell’inventario Colonna del 1714. Il documento testimonia come il pittore si cimentasse in queste effigi in costumi all’orientale, ritratti “da testa”, che costituivano tra i collezionisti serie ambite simili a quelle delle Belle conservate nel Palazzo Chigi di Ariccia.