Project Description

Franco Grignani (Pieve Porto Morone 1908 – Milano 1999), Tensione modulare su diagonale

Acrilico su tavola di cm 28 x 28 firmata, datata (1993) e intitolata sul retro.

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Pur provenendo dall’architettura, gli interessi e le attività di Franco Grignani, valendosi dell’aiuto del progresso tecnico-scientifico, si sono fusi in un esteso e costante sperimentalismo d’analisi su gli effetti tissurati, il flou, il moiré, la distorsione, la tensione e l’induzione, applicati al campo della visione. Queste indagini coordinate ai suoi segni e alle sue preordinate strutture hanno creato una nuova morfologia formale rispondente alla esigenza della comunicazione visiva in ambiente critico. È infatti nelle teorie della Gestalpsychologie egli ha trovato la verifica più autentica della sua intuizione. Considerato un gigante nell’ambito del graphic design della seconda metà del XX secolo, nel suo operare si è sempre rifiutato di usare i mezzi e gli indirizzi della pittura tradizionale: perciò la sua opera si è svolta appartata ma rigorosamente coerente determinando un segno caratterizzante il nostro tempo, che le riviste specializzate, i libri, le mostre e il materiale didattico impiegato nelle scuole d’arte italiane, inglesi e americane hanno insieme contribuito a divulgare influenzando così le correnti op della grafica mondiale.
Membro della giuria internazionale di Typomundus XX/2 per la selezione della grafica rappresentativa del nostro secolo, della giuria della Biennale de l’Affiche di Varsavia nel 1970, dell’ICTA di New York e dell’AGI (Alliance Graphique Internationale), Grignani ha partecipato negli Stati Uniti ai lavori del premio Vision 65 all’Università di Carbondale, sul tema delle comunicazioni visive.

Franco Grignani

I suoi lavori sperimentali e grafici sono entrati nelle raccolte del Museum of Modern Art di New York, dello Stedelijk Museum di Varsavia e del Victoria Albert Museum di Londra.  Furono sue le invenzioni grafiche non solo per aziende attive in campo automobilistico (Fiat e Pirelli), tessile (Pura Lana Vergine e Zegna), farmaceutico (Dompè), meccanico (Breda), editoriale (Arnoldo Mondadori), ma anche per gallerie e istituzioni d’arte.
Il lavoro qui presentato, Tensione modulare su diagonale, rappresenta l’anello di congiunzione fra l’optical art e il costruttivismo della avanguardia di primo Novecento: in questo montaggio ortogonale dell’elemento – parallelepipedo, si può scorgere l’interesse e la ricerca indefessa dell’artista focalizzata sulla percezione ottica e sui valori simbolici della geometria.