Project Description

Francesco Gamba (Torino 1818 – 1887), Il panorama di Torino preso dalla villa Barbaroux

Olio su tela di cm 95 x 200 (con la cornice 125 x 230) firmato (F Gamba) in basso al centro e datato (1851). Sul retro, presenti etichette espositive.

 

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Esposizioni

  • Promotrice di Belle Arti di Torino, 1852

 

Nel 1842 Francesco Gamba partecipò alla prima esposizione della Società promotrice delle belle arti di Torino, rassegna cui prese parte spesso in seguito, esponendo alcuni suoi paesaggi al fianco di altri giovani paesisti quali G. Camino, A. Beccaria, F. Cerruti Bauduc, E. Perotti e C. Piacenza. Alla Promotrice del 1846 offrì, attraverso una decina di dipinti, una pressoché completa antologia dei suoi viaggi di studio, compiuti fra il 1842 e il 1845 nelle città di Roma, Napoli e Venezia, luoghi di incontro di artisti italiani e stranieri. Appaiono significativi gli acquisti di opere eseguite dal Gamba compiuti in questo periodo dalla famiglia dei banchieri Nigra (Il Canal Grande in Venezia e Il lago Maggiore tra Baveno e Stresa) e da Giovanni Mestrallet (Luogo palustre nel Canavese), che testimoniano un precoce interesse da parte della borghesia emergente torinese verso la pittura di paesaggio dell’artista. Tra il 1845 e il 1855 il pittore torinese compì numerosi soggiorni all’estero entrando in contatto con gli artisti della scuola di Fontainebleau e con i pittori della scuola di Düsseldorf, in particolare i marinisti A. Achenbach e H. Mevius.

Nel 1853, P. Giuria, critico d’arte e pittore paesista, inserì il nostro accanto agli artisti della sua generazione, all’interno di quella nuova “scuola piemontese” del paesaggio, lontana dalle convenzioni dell’arte accademica, direttamente ispirata “all’aere aperto, all’aspetto della natura vivente” (p. 211) e, al tempo stesso, distante da un approccio esclusivamente mimetico del dato naturale. All’interno di questa cornice interpretativa al Gamba veniva riconosciuto il merito di aver rinnovato “il genere della marina […] meditata sul vero”. Giuria non dimenticò tuttavia di segnalare come rappresentative della pittura del Gamba anche Panorama di Torino (1852) e Panorama di Moncalieri verso ponente (1853: Agliè, castello), opere acquistate dalla regina madre Maria Teresa d’Asburgo Lorena.

Francesco Gamba

Proprio il Panorama di Torino menzionato dal Giuria può essere individuato nel dipinto qui presentato, nel quale una meticolosa veduta topografica della città sabauda ripresa dalla settecentesca Villa Barbaroux, è dominata dal profilo della chiesa di Santa Maria al Monte dei Cappuccini. La chiesa, costruita sulle fondamenta di un’antica fortezza su progetto di Giacomo Soldati modificato da Ascanio Vitozzi, segna la valenza simbolica della politica di alleanze strette dai Savoia con gli ordini religiosi tra Cinque e Seicento.