Project Description

Corrado Cagli (Ancona 1910 – Roma 1976), Mago Baku

Tempera su carta con base serigrafica applicata su tela di cm 55 x 70 (prova d’autore), firmata (Cagli) e datata (1968) in basso a destra.

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Formatosi a Roma, Cagli soggiornò a lungo a Parigi e a New York. Partecipò attivamente al movimento pittorico moderno, sperimentando tutte le tecniche, compreso l’encausto e il mosaico, dapprima nell’ambito della “scuola romana”, poi attraverso sottili ricerche formali caratterizzati da una prospettiva quattrocentesca, scandita in senso quasi metafisico nei valori cromatici e di movimento, fino a giungere a composizioni astratte. Si orientò poi verso motivi realistici per tornare quindi a una ricerca di ritmi spaziali e geometrici. Notevole la sua attività grafica e il suo impegno nell’arte monumentale e applicata che lo condusse a importanti realizzazioni (fontana di Terni, 1931-35) e a partecipare con originalità al risorgere della scuola dell’alto liccio in Italia (arazzi di Asti).

L’opera presentata in questa sede, un omaggio al mago Baku, al secolo Carlo Bianchi, uno dei primi prestigiatori italiani, scomparso a 84 anni nel 2016, reso celebre peraltro da un famoso brano musicale dedicatogli da Natalino Otto, costituisce uno degli esempi più significativi del magico razionalismo del Cagli astrattista, eseguito dal pittore marchigiano alla fine degli anni Sessanta. Il movimento centripeto che percorre la raffinatissima giustapposizione di bande cromatiche, che trova il suo punto focale nella maschera collocata in basso a sinistra, è il frutto di una visione onirica suscitata nel pittore dagli spettacoli di magia di Carlo Bianchi, ai quali Cagli doveva aver assistito. L’opera assurge a fulgido esempio di quel vivace eclettismo di Cagli che si squaderna proprio alla fine degli Sessanta, testimoniato dalle numerose esposizioni che attraversano il decennio.

Corrado Cagli

Numerosi in Italia, più di 30, gli eventi che – con mostre personali o collettive – negli anni Sessanta rendono omaggio ai diversi campi di interesse dell’artista il cui nome, noto in Europa (mostre a Parigi, Liverpool, Dublino, Helsinki, Stoccolma, Copenaghen, Oslo, Amburgo, Monaco, Atene) ormai risuona nei più lontani punti della terra (Teheran, Tokio, Algeri, Sidney, New York). La partecipazione alla XXXII Biennale di Venezia del 1964, in cui è presente con una sala personale, contribuisce inoltre a farlo conoscere al grande pubblico, consacrandone il successo internazionale.