Project Description

Anton Boch (Bregenz 1819 – 1884), Ritratto di tre bambini che giocano con un gatto

Olio su tela di cm 61 x 50 firmato (A. Boch) e datato (859) in basso al centro.

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Il mondo dell’infanzia, con la sua spensieratezza e la sua proverbiale innocenza, è il protagonista di questo mirabile dipinto eseguito dal pittore austriaco Anton Boch, uno dei maestri più importanti della pittura mitteleuropea del XIX secolo.
Tre fanciulli, due maschietti e una bambina, dai tratti nordici, sono ripresi dal pittore in una scena che condensa un momento di gioviale quotidianità: partendo da sinistra, il piccolo fanciullo biondo, le mani poggiate sul tavolino di legno, coperto solo parzialmente da un drappo rosso, introduce la sequenza di sguardi, movimenti e gesti, rivolgendo la sua attenzione verso l’esterno del dipinto, dirigendo lo sguardo verso il fruitore, invitandolo a entrare dentro la composizione.
Al centro, si impone la figura seduta della piccola che porta al petto un grappolo di fragoline di bosco, il volto appena reclinato verso destra, il capo cinto da un cappello di paglia a falde larghe decorato da nastrini azzurri, guarda verso lo spettatore con inusitata dolcezza e candore. A destra, il fanciullo più grande, probabilmente il fratello maggiore, l’unico a dirigere lo sguardo non verso l’esterno del dipinto, ma verso la piccola sorellina, coglie da un piccolo cesto di vimini delle ciliegie.
Le tre figure si stagliano su uno sfondo monocromo: siamo all’interno di una casa di una famiglia austriaca borghese, colta in un momento di amabile serenità. Boch inserisce un graziosissimo elemento aneddotico: un gattino inerpicatosi sul parapetto del tavolino gioca con la cordoncinaazzurra che tiene il cavalluccio di legno, giocattolo tenuto in mano dal fanciullo che apre la sequenza dei personaggi rappresentati dal pittore.

Anton Boch

Nel dipinto presentato in questa sede, databile alla metà del XIX secolo, Boch realizza probabilmente una composizione allegorica, individuando nelle figure graziose dei bambini paffuti e negli elementi naturali i valori di innocenza, tipici del mondo dell’infanzia. Il dipinto, inoltre, si caratterizza per una assoluta padronanza degli accordi cromatici, dei chiaroscuri che esaltano il realismo dei particolari anatomici, delle pieghe del drappo rosso e dell’incarnato roseo dei piccoli protagonisti della scena rappresentata: un autentico capolavoro che testimonia il passaggio del Boch da una pittura ancora influenzata dai canoni neoclassici ad una fase più matura, pienamente moderna, con una più accentuata ricerca del vero e una capacità straordinaria nella resa degli affetti.
Il dipinto agli inizi degli anni Duemila è stato battuto da Christie’s in un’asta che metteva all’incanto una serie di dipinti confiscati dal regime nazista a famiglie ebree, vittime della Shoah. Il ricavato della vendita delle opere, delle quali non si riuscì a identificare i legittimi proprietari, fu destinato dalla casa d’aste ad un’associazione internazionale creata per salvaguardare la memoria dei soprusi subiti dal popolo ebraico.