ettore roesler franz

Ettore Roesler Franz

(Roma 1845 – Roma 1907)

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Parametri di valutazione delle opere di Ettore Roesler Franz

ettore roesler franz valutazione

Aggiudicazione record:
19.361 euro per un acquerello di cm 191 x 134 nel 1992

ettore roesler franz quotazioni

Valori medi per opere su carta:
2.000 – 8.000 euro 

ROESLER FRANZ Ettore, pittore (Roma 1845 – 1907). Nasce l’11 maggio, da famiglia di albergatori e banchieri originaria della Boemia, terzo di quattro fratelli. Dopo aver studiato alle Scuole Cristiane di Trinità dei Monti frequenta i corsi di architettura all’Accademia di San Luca, cominciando a dipingere acquarelli per diletto. Il primo acquarello datato è del 1863 e raffigura il Ponte Rotto e l’Isola Tiberina.

L’anno seguente viene assunto come impiegato dal Consolato inglese e dopo pochi anni ne diventa segretario; il console britannico di allora era Joseph Severn, che aveva ottenuto vari riconoscimenti come pittore di soggetti storici e religiosi, oltre che per paesaggi della Campagna romana. Il console fu di grande aiuto per il giovane Franz, avvicinandolo all’arte ed alla cultura inglese, nonché prodigo di consigli in campo pittorico. Il giovane viene così introdotto nell’ambiente artistico cosmopolita che frequentava in quegli anni la capitale, diventando amico di Keats (di cui ci resta un ritratto), del pittore S. Willialm Reynolds e di John Ruskin. E così che tra le carte, le fotografie ed i libri lasciati da Franz in eredità all’allievo Scalpelli, troviamo il manuale di disegno di J. H. Harding (che fu maestro di J. Ruskin) pubblicato a Londra nel 1846 ed il volume The Stones of Venice dello stesso Ruskin, in cui il pittore intendeva lasciare un ricordo di questa città unica “prima che vada perduta per sempre” come scriveva a margine dei disegni.
Probabilmente fu proprio questa lettura ad influenzare così profondamente il giovane Franz da indurlo poi a ritrarre, a futura memoria, la Roma che sarebbe scomparsa per sempre sotto i colpi di piccone del nuovo stato unitario, in nome del progresso. Nasce così la serie della Roma Pittoresca o Roma Sparita ritratta dall’artista in centoventi dipinti ad acquarello, tecnica nella quale il pittore aveva raggiunto una notevole padronanza ed un consumato mestiere.
Intanto nel 1872 aveva lasciato il Consolato inglese per impiegarsi presso il banco dei fratelli Alessandro ed Adolfo e nel contempo si era iscritto all’Associazione Artistica Internazionale ed alla Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Nel 1875 lascia l’impiego ed insieme a Nazareno Cipriani fonda la Società degli Acquerellisti di Roma, di cui poi diventerà, a più riprese, presidente. Nel 1878 è presente con due dipinti all’Esposizione Universale di Parigi.
Agli inizi degli anni Ottanta soggiorna per diversi mesi a Londra, ove dipinge intensamente ad Oxford e dintorni. Nel 1883 all’Esposizione Internazionale di Belle Arti a Roma, presenta nel nuovo Palazzo delle Esposizioni la prima serie di quaranta acquarelli della Roma Sparita che viene acquistata dal Comune di Roma su segnalazione di Gregorovius, grande estimatore dell’artista.
Tra il 1885 ed il 1890 riprendono i suoi lunghi soggiorni in Inghilterra, ed in quest’ultimo anno il re lo nomina Cavaliere della Corona d’Italia. Frattanto erano state dipinte anche le ultime due serie di acquarelli dedicati agli angoli di Roma scomparsi a seguito degli sventramenti (complessivamente altri ottanta dipinti). In un memorandum, scritto di suo pugno nel 1894 dichiara che le due serie possono essere vendute solo congiuntamente, nella speranza che l’acquirente possa essere, come accadrà dopo la sua morte, il Comune di Roma.
Tre anni dopo espone nel ridotto del Teatro Drammatico Nazionale la seconda e la terza serie di acquarelli della Roma Pittoresca. Sempre nel corso dell’anno assume la carica di vice presidente dell’Associazione Artistica Internazionale.
Nel 1900 acquista a Tivoli la casa dei Carlandi in via dei Cappuccini, ove sempre più frequenti diverranno i suoi soggiorni. Vanno ancora ricordate la partecipazione all’Esposizione italiana a San Pietroburgo del 1902 e quella alla Biennale di Venezia del 1905. Muore a Roma il 26 marzo del 1907.

Biografia a cura di Maurizio Berri

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