Nicola D'Antino valore bronzi

Nicola D’Antino

(Caramanico 1880 – Roma 1966)

valutazione, vendita e acquisto sculture

Parametri di valutazione delle sculture di Nicola D’Antino

Nicola D'Antino valore sculture in bronzo

Aggiudicazione record:
7.500 euro per una scultura in bronzo nel 2009

Nicola D'Antino valore scultura in bronzo

Valori per le sculture di dimensione media:
2.000 – 6.000 euro 

Nicola D'Antino valore scultura in bronzo

Valori per opere minori:
1.000 – 2.000 euro 

Biografia di D’Antino, Nicola (Caramanico 1880 – Roma 1966 ). Giovanissimo incomincia a disegnare sotto la guida di Francesco Paolo Michetti – che era solito trascorrere a Caramanico le proprie vacanze.
Nel 1898 giunge a Roma dove entra nello studio dello scultore Ettore Ximenes. Frequenta poi, a Napoli, l’Accademia di belle arti, seguendo le lezioni di Achille D’Orsi. Durante il soggiorno napoletano conosce Gemito e Mancini. Torna a Roma nel 1906 e partecipa per la prima volta ad un’esposizione, La Mostra degli amatori e cultori di belle arti che ripete nel 1909 con due opere: Particolare d’un monumento funebre e Ritratto di signorina. Nel 1910 vi espone ancora tre bronzi e una piccola terracotta. In questi anni elabora un suo modo elegante e originale di stilizzare la figura esaltandone, attraverso la tridimensionalità, le linee slanciate.
Nel 1911 è presente all’Esposizione intemazionale di Roma, con Signora; l’anno dopo espone nella sala romana della prima Mostra d’arte giovanile a Napoli con i pittori A. Noci, C. A. Petrucci, U. N. Bertoletti e gli scultori A. Dazzi, G. Niccolini, G. Prini e A. Cataldi, assieme ai quali partecipa, nell’estate dello stesso anno (con il marmo Ritratto della baronessina De Rubeis e due figure in bronzo), alla Mostra del ritratto, allestita nei locali del Circolo artistico di Roma.
Dal 1913 al 1916 partecipa alle 4 edizioni della Secessione romana e le sue sculture ottengono il successo sia di pubblico che di critica, unanime nel definirlo moderno, elegante e raffinato.
Nel 1918 presenta 21 opere alla galleria A. De Conciliis di Milano.
In questi anni quasi tutte le sue opere indagano il corpo femminile (se si eccettuano rare sculture di busti e di gruppi di bambini), una ricerca sulla espressività della figura nello spazio, spesso ripresa a passo di danza o protesa in un gesto di offerta.
Nel 1921 è ancora a Milano, dove porta quindici opere alla collettiva della galleria Pesaro “A. e G. Carozzi, A. Bocchi, R. Brozzi, N. D’Antino”.
Nel 1923 e 1925 espone alla Biennale romana, nel 1922, 1926, 1928, 1932 e 1934 partecipa alla Biennale di Venezia, e infine anche alle Sindacali romane del 1932, 1933, 1934 e 1940 e alle Quadriennali di Roma del 1931, 1935 e 1939.
Nicola D’antino è ancora autore di importanti monumenti, come le due statue di atleti in marmo, Il timoniere e Lo sciatore (1929 /1931), del Foro italico a Roma, la grande fontana luminosa dell’Aquila (1933), il Ritratto di Michetti a Francavilla al Mare (1938) e di D’Annunzio (1940).

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