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UMBERTO COROMALDI ( Roma 1870 - 1948 )
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Biografia a cura di Maurizio Berri
COROMALDI Umberto, pittore (Roma 1870 – 1948).
Figlioccio del pittore Indoni,segue i corsi dell’Istituto di Belle Arti
a Roma, dove ha come maestro di disegno Filippo Prosperi. Esordisce nel
1893 esponendo a Roma e poi a Monaco di Baviera; l’anno dopo con il
Ritorno dei naufraghi vince il
pensionato artistico lottando con valorosi compagni che rispondevano ai
nomi di G. Bargellini e C. Innocenti. Le borse di studio dei quattro
anni del pensionato permettono al giovane Umberto di intraprendere
numerosi viaggi, sia in Italia che all’estero (Parigi e Bruxelles), che
arricchiscono le sue esperienze e, soprattutto, la personalità
artistica.
La successiva frequentazione di Antonio Mancini lo induce a rafforzare
la propria tavolozza, stregato dall’acceso colorismo del maestro (Camice
rosse, 1898 – Roma, Galleria Naz: d’Arte Moderna).Ben presto torna
allo studio dal vero all’aria aperta, cimentandosi nel paesaggio, nella
pittura di interni, ma soprattutto in animate composizioni di vita
popolare, come la Scena campestre
o il Pecoraio esposti a Roma
nel 1901).
L’impronta verista non l’abbandona per il resto della vita, anche se la
sua pittura va progressivamente spostandosi verso un carattere
tipicamente “novecentista”. Nel 1903 entra a far parte della Società
degli Acquerellisti Romani, per poi passare, q
uasi da subito, al Gruppo dei XXV dove, per la sua precoce
canizie, assume il soprannome de il “cefalo”.
Nel 1909 vince la cattedra di figura disegnata all’Istituto di Belle Arti
a Roma e nel 1913 la cattedra di pittura. Fu socio dell’Accademia di San
Luca a Roma (della quale diventa Presidente nel 1930), di Brera a
Milano e di Parma. Espone a tutte le più importanti mostre nazionali
(Amatori e Cultori di Roma, Società degli Acquarellisti - Roma, Biennali
Romane e Veneziane,Quadriennali Romane, Esposizione Naz. Di Milano) ed
internazionali (Espos. Internaz. Di Roma del 1911,Monaco 1893 1905 e
1909, Bruxelles 1904 e 1910, Londra 1909, St. Louis 1904, San Francisco
1915, Pietroburgo 1902).
Pittore eclettico e
versatile dipinge, usando indifferentemente tutte le tecniche, paesaggi
ed animali, vivaci scene campestri all’aria aperta e figure in interni
con un tratto sempre sicuro ed efficace. Molto incisivi anche i ritratti
femminili che rivelano chiaramente come abbia fatto tesoro della lezione
di Mancini (cfr. Vanitosa oggi alla GNAM di Roma o
Primi successi presentato agli Amatori e Cultori del 1906).
Dal 1913 ha lo studio al n. 64 di via Margotta. Si spegne nella sua Roma
il 5 ottobre 1948.
ALESSIO PONTI GALLERIA D'ARTE, via Monserrato 8 - Roma
00186, tel. 06 6871425
alessio@ottocento.it |