|
Acquistiamo opere
di Ippolito Caffi ( Belluno 1809 - Lissa
1866 ).
Siete
interessati all'acquisto o alla vendita di quadri dipinti ad olio,
acquarelli, pastelli e disegni di questo pittore?
Volete
una valutazione, una stima gratuita, volete conoscere le quotazioni, gli
ultimi prezzi, quanto vale la Vostra opera?
Per una valutazione corretta sono
necessarie le immagini del quadro, della firma, del retro e si devono
specificare le misure.
contattateci subito
chiamate in galleria al
telefono 06 6871425
chiamate al
cellulare 3355364897
mandate un'e-mail con le
foto:
alessio@ottocento.it
inviate le foto su
WhatsApp: 3355364897
Risposte
immediate
Trattative riservate
questi sono gli artisti che tratta la galleria
CAFFI Ippolito, pittore ( Belluno 1809 – Lissa 1866).
Si forma a Belluno con Federici e Tessari, terminando gli studi
all’Accademia di Belle Arti di Venezia tra il 1827 e il 1831 ( nel ’30
tra l’altro vince il Premio di Prospettiva ).
Nel 1831 si stabilisce a Roma presso il cugino Paoletti, pittore di
storia, il quale, ben valutando le sue tendenze, lo spinge ad
abbandonare la pittura di figura per indirizzarsi alla veduta e al
paesaggio. Le sue prime opere oggi note di questo soggiorno romano
mostrano ancora una stretta adesione alla prospettiva settecentesca alla
Canaletto, attualizzata dal diretto confronto con motivi tratti dal
vero.
Da subito si impegna nella ricerca di “ effetti speciali ”, quali
notturni, scene di festa popolare, particolari effetti atmosferici
attraverso cui intende riscattare dal banale e dallo stereotipo le sue
vedute romane rispetto alle mille versioni fornite dai pittori
provenienti da tutta l’Europa. Su questo tasto Caffi insisterà per tutto
il suo percorso artistico, assecondato da un’innata curiosità e dal
prepotente bisogno di sperimentare.. Il pubblico premia i suoi
tentativi: il dipinto del 1837 Carnevale di Roma o Festa dei zoccoletti
sarà replicato ben 42 volte. Fissato il suo domicilio a Roma, il
pittore si sposta in realtà da una città all’altra, chiamato da
commissioni di lavori ( nel ’41 a Padova dipinge quattro belle vedute
romane per il Caffè Pedrocchi ) o dalla partecipazione a mostre. La
ricchezza di stimoli che questa frenetica attività gli comporta non
sembra però aver determinato particolari modifiche al suo modo di
dipingere.
E’ piuttosto il viaggio in Oriente ( dall’autunno del ’43 alla primavera
del ’44 ), con la suggestione del fascino esotico dei luoghi
rappresentati a indirizzarlo all’uso di, colori più caldi e luminosi
liberandolo dalla schiavitù della rigida prospettiva. Tornato a Venezia,
dove gli viene offerta la cattedra di pittura all’Accademia, si avverte
però di nuovo l’impostazione vedutistica settecentesca.
Nel ’48 le note vicende risorgimentali lo coinvolgono in pieno. Lasciata
Roma e arruolatosi contro l’Austria viene fatto prigioniero e ripara a
Venezia sino alla caduta della Repubblica. Proscritto dal governo
austriaco è costretto a peregrinare in varie città d’Italia ( Genova nel
’49, Torino nel ’50 ) e anche all’estero ( nel ’51 lo troviamo a Londra,
ove partecipa all’Esposizione Universale, nel ’54 è a Parigi, presente
anche qui con tre opere all’Esposizione ).
Dal 1855 al 1857 soggiorna a Roma, ottenendo i risultati pittorici tra i
più felici di tutta la sua produzione (vedasi le due visioni di Tivoli
del Museo di Roma o Colosseo
illuminato dai fuochi di Bengala a Ca’ Pesaro, Venezia ): sono
visioni più aperte, meno rigidamente costruite, saldamente individuate
dall’azione della luce. Questo periodo di calma e serenità viene
interrotto nel ’58 dal processo celebrato a Venezia per un suo presunto
crimine durante la sommossa del ’49. Scagionato, rimane a vivere a
Venezia, ma la sua intensa attività patriottica viene interrotta
dall’arresto (1860) e dalla detenzione in carcere per tre mesi.
Caffi muore nel 1866 a Lissa nell’affondamento della nave italiana su
cui si era imbarcato per ritrarre da vicino
gli episodi della terza guerra di Indipendenza.
ALESSIO PONTI GALLERIA D'ARTE, via Monserrato 8 - Roma
00186, tel. 06 6871425
alessio@ottocento.it |