Project Description

Nicola D’Antino ( Caramanico Terme 1880 – Roma 1966 ), La Pastorizia

Bronzo di cm 50 x 83 x 33 firmato sul bordo della base.

INFO: per avere maggiori informazioni

Quante volte i pescaresi avranno visto nelle cartoline di Pescara anni Trenta quattro statue sul Ponte Littorio. Nudi femminili, sinuosi ed eleganti secondo lo stile liberty in voga al tempo, opera di un artista sconosciuto alla maggior parte degli abruzzesi, eppure autore di bronzi monumentali anche più importanti come la Fontana luminosa e le Fontane gemelle dell’Aquila, e le grandi sculture al Foro olimpico di Roma. Parliamo di Nicola D’Antino, nato a Caramanico Terme nel 1880, scultore di grande talento che deve all’incontro con Francesco Paolo Michetti e il suo Cenacolo francavillese l’ingresso nel mondo artistico.

Proprio ad una delle quattro sculture che adornavano il Ponte Littorio, distrutto durante la guerra, è riferibile il bronzo presentato in questa sede. L’allegoria della Pastorizia, il cui bozzetto in gesso è pubblicato nel catalogo dedicato all’artista abruzzese, curato da Maria Grazia Tolomeo Speranza nel 1987, è il soggetto infatti che torna in questa ulteriore versione in bronzo, di formato ridotto rispetto all’originale montato sul parapetto del ponte nel 1935. Con la Pastorizia, originariamente sul ponte figuravano la Pesca, l’Agricoltura e l’Industria, allegorie raffigurate sempre nella forma di sinuosi nudi femminili. Questo bronzo, pertanto, oltre che per il suo indiscusso valore artistico, è da ritenersi di estrema importanza anche per il suo valore documentario.

A fine Ottocento D’Antino è tra gli ultimi esponenti del movimento culturale del cenacolo michettiano, la cui portata artistica e intellettuale ha lasciato un segno profondo anche in campo internazionale. Spinto da Michetti, D’Antino appena diciottenne si trasferisce a Roma per frequentare la scuola di Ettore Ximenes, e poi a Napoli all’Accademia di belle Arti sotto la guida dello scultore verista Achille D’Orsi. Nell’ambiente artistico partenopeo D’Antino mantiene un gusto verista dai temi agresti, ma è a Roma che trova la sua dimensione. Sempre attento alle novità artistiche del momento fa suo lo stile Liberty restituendo sinuosità ed eleganza nelle forme, modellando esili nudi di donna, adottati, come detto pocanzi, nella decorazione del Ponte Littorio di Pescara. Nel periodo 1910-1920 lo scultore acquista fama nazionale ed internazionale.